Omnia munda mundis

Inviato da cartavetrata il Mar, 09/08/2011 - 02:15

Omnia munda mundis

Ogni cosa è pura per i puri.

 

Scrivo con tristezza oggi.

La tristezza proviene dalle consapevolezze che col passare del tempo si vanno accumulando nelle nostre menti. E quando dico “nostre”, mi riferisco a quelle di tutti, o almeno di quelli che stanno leggendo.

Una delle più amare consapevolezze che ho elaborato è quella di vivere veramente in un mondo difficile, in una comunità difficile, con una mentalità difficile e radicata... talmente tanto difficile da rendere vano o quasi vano ogni tentativo di miglioramento.

Talmente difficile da scoraggiare l’entusiasmo e la buona volontà anche di chi ha dei ferrei ed etici propositi.

Molte sono state le critiche e i cattivi pensieri che le persone hanno fatto alla scelta di candidarsi come consigliere comunale in una lista fatta da persone che da sempre avevamo criticato.

E’ brutto dirlo, ma mi sono quasi abituata ormai a queste critiche, le ho accettate cercando di spiegare di persona, a poco a poco, cose che in  un articolo sarebbero impossibili da rendere.

Ma, nonostante ciò, proprio con questo obbiettivo mi sono seduta oggi a scrivere.

Spesso mi fermano per la strada delle persone che non conosco direttamente e mi chiedono il perché di questa scelta. Questo genere di persone le apprezzo, perché, prima di giudicare chiedono e prima di chiedere hanno sicuramente riflettuto sulla necessarietà di chiedere e quindi significa che gli interessa veramente, altrimenti non avrebbero sprecato neanche il tempo.

Altre persone, invece, dicono direttamente che “un tempo” gli piaceva Cartavetrata, perché vedevano nel giornale la libertà di poter “dire” quello che si pensa, invece adesso… visto che siamo ormai “omologati”, rimuginano sul perché, dandosi da soli le risposte.

Non nego che, a parte l’abitudine, mi provoca davvero un dolore profondo, sapere che alcune persone pensano che “ora ca n’ammuccammu u pani stammu muti”. E’ un dolore profondo davvero, dopo tutti i sacrifici fatti in questi anni e la coscienza pulita che ci accompagna perennemente.

Di solito alle persone che chiedono, pongo una domanda alla quale quasi tutti rispondono dicendo che ho ragione, poi magari vanno per la loro strada e continuano a pensarla come prima, naturalmente.

Chiedo questo: cosa ce ne facciamo (con tutto il rispetto) del consenso delle persone sui nostri articoli, cosa ce ne facciamo dei “bravi, bravi, voi si che dite le cose come stanno…” quando nella realtà poi non si risolve nulla di pratico, non si risolvono i problemi?

E’ questo il motivo trascinante che ci ha spinti a “cambiare tattica”, se così si può dire. Ci siamo quindi “accollati” tutte le critiche possibili e immaginabili, pur di entrare nell’amministrazione. Con la consapevolezza che il giornale è bello si, a volte divertente,  a volte stimolante e tutto quello che volete, però non basta. O come dico spesso, il giornale solleva i problemi ma non li risolve.

Ed ecco un’ulteriore amara consapevolezza: quello che doveva essere uno stimolo per i cittadini a partecipare alla vita politica del proprio paese, era diventato solo un sollazzo per gli addetti ai lavori e per molti cittadini che, oltre a lamentarsi, magari si facevano due risate e recriminavano i potenti.

Non è questo il nostro obiettivo, non lo è stato mai. La nostra speranza era, ed è nonostante tutto, una maggiore presa di coscienza dei cittadini sulle loro potenzialità di incidere nella vita politica del proprio comune. Un cambiamento in quella  mentalità che ha come leitmotiv “tantu su tutti i stessi”.

Questo non è successo fin’ora e lo dimostrano tutti i lavori, le riunioni, le speranza deluse che hanno preceduto le scorse elezioni.

Lo dimostrano, anche, i tanti anni passati ad urlare al vento.

Ora, alle persone che due, tre anni fa dicevano: “ma vuatri scriviti, scriviti, ma perché non entrate in campo?” e a quelle (forse le stesse) che invece ora dicono: “miegliu prima”, dico decidetevi!

E a quelle che ora ci insultano pensando a chissà quale interesse ci ha mosso, chiedo dove erano quando cercavamo di smuovere quel senso civico che ormai penso non esista, almeno quello incondizionato e senza paura (di critiche , insulti, becere insinuazioni) che ha fatto si che ci decidessimo a fare qualcosa pur di smuovere la politica del nostro paese.

A tutti allora dico: scrivete, parlate, manifestate. Ricordate che tutti possono scrivere, non solo noi, sia per i fatti propri sia mandandoci anche gli articoli, noi ve li pubblichiamo integralmente.  

Non rimanete in una perenne attesa lamentosa!

Forse non abbiamo risolto nulla, forse non raggiungeremo gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ma almeno ci stiamo provando, non stiamo fermi ad aspettare che qualcuno ci salvi. E nel farlo, credetemi come se fossi vostra sorella, vostra figlia, vostra madre, non guadagniamo niente se non mancanza di serenità d’animo e tempo tolto alle nostre famiglie e ai nostri affetti.

Non ci sono supereroi, qui a Cammarata così come in tutto il mondo.

Gli eroi siete tutti e siamo tutti noi che cerchiamo di sopravvivere. Che cerchiamo, nel nostro piccolo, e con tutti i nostri limiti, di migliorare quello che ci sta intorno.

E come terminava uno dei primi articoli, se non il primo, di Cartavetrata: “ai POSTUMI l’ardua sentenza”!

Alessandra Consiglio

 

Commenti

Inviato da Pietro (non verificato) il Mar, 16/08/2011 - 23:58

Questo articolo scritto per i lettori di Cammarata e san Giovanni Gemini, in realtà, se eliminiamo per un attimo i nomi dei due comuni, per il resto sembra essere stato scritto in una qualunque parte d'italia o del mondo.La critica è uguale, la gente guarda, forse legge, è un miracolo se ci riflette un poco sopra ma poi, tutto al solito tran tran di tutti i giorni.Eppure di materia per incaz.... pardon, arrabbiarci, ce ne forniscono tutti i giorni.Mi chiedo: ma quando ci sveglieremo e diremo basta a tutto il male che ci circonda? è mai possibile che si debba vivere nella più totale apatia? o dobbiamo aspettare che se prima ci si doveva preoccupare per il futuro dei nostri figli, abbiamo toccato il fondo e ci dobbiamo preoccupare del nostro presente? E' mai possibile che nessuno vede o sente?

Inviato da Alessandra (non verificato) il Mer, 24/08/2011 - 11:00

Carissimo Pietro, le persone vedono e sentono, ma purtroppo con l'esperienza mi sono resa conto che le azioni, conseguenziali a tale vedere e sentire, vengono poste in essere solo se il problema tocca da vicino, ma proprio vicino, la loro vita.
Quindi mi sono convinta, anzi, ho preso consapevolezza del fatto che il problema fondamentale della nostra società, del sistema in generale, è l'egoismo. Ma è un egoismo stupido, perchè non si capisce che aiutando il sistema, si aiuta se stessi.

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